domenica 30 dicembre 2012

Occhi di Sole

Fra tutti gli animali del bosco il lupo è sicuramente il più singolare. Il lupo di questa fiaba è solito crogiolarsi, durante le ore più calde della giornata, sdraiato su una enorme roccia che spunta come un dente dalla montagna. Come tutti i lupi vive da solo nella sua tana sfruttandone tutti i vantaggi del caso: si sveglia quando vuole, caccia le prede più prelibate, percorre intere ore nel bosco in compagnia di altri lupi e quando si sente stanco torna ad addormentarsi nel calduccio della sua tana. Quel pomeriggio, dopo aver sonnecchiato come al solito disteso su quel grande masso, un leggero languorino lo spinse tra i sentieri del bosco alla ricerca di un gustoso spuntino. “Che fame che ho.” Pensava tra se e se il nostro lupacchiotto annusando l’aria per scovare qualche animaletto. Dopo alcune ore passate a girovagare nel bosco, il lupo si ritrovò a pochi metri da un’ampia radura, dove la in mezzo intravide la sua preda preferita: un coniglio. Avvistata la preda il lupo iniziò a comportarsi da predatore: individuò la direzione del vento, calcolò la distanza che lo separava del povero coniglietto e senza farsi vedere ne sentire iniziò ad avvicinarsi cautamente, con il muso abbassato, verso la sua preda. Arrivato alla distanza giusta iniziò a correre come il vento e con un balzo incredibile piombò sullo spaurito coniglio che non si accorse di niente. “Che bel coniglietto che sei.” Disse sarcastico il lupo. Il piccolo coniglio, terrorizzato dalle fauci del lupo, riuscì a dire soltanto poche parole: “Sono una coniglietta e mi chiamo Occhi di Sole.” A quel punto, il lupo, colpito da quello strano nome, invece di mangiare in un sol boccone la preda, iniziò a parlottare con il suo pasto. “Occhi di Sole? Che nome è mai questo per un coniglio?” Il coniglietto si fece coraggio e rispose. “E’ il nome che mi hanno dato gli animali del bosco. Dicono che io abbia gli occhi più belli tra tutti gli animali. Ecco tutto.” Colto dalla curiosità l’affamato canide volle a tutti i costi verificare la fondatezza di quello strano nome e abbassato il muso guardò Occhi di Sole dritto nei suoi occhi. Il lupo non disse più niente per alcuni interminabili minuti. Non aveva mai visto occhi così belli in tutta la sua vita e l’averli trovati su una preda lo tormentava. Il nostro amico lupo non sapeva se mangiare il coniglio e privare la natura degli occhi più belli che avesse mai visto, oppure lasciare libera la povera coniglietta e tornare a casa a stomaco vuoto. Il lupo andò contro la sua natura e spinse via con la testa il fortunato coniglietto “Torna nel bosco dai tuoi amici.” Disse il lupo frastornato. Il piccolo coniglio non se lo fece ripetere due volte e iniziò a saltellare attraverso la grande radura fino all’ingresso del bosco. Giunta a pochi metri dal bosco, Occhi di Sole, si fermò sorpresa dall’ululato di dolore lanciato dal lupo per aver fatto scappare gli occhi più belli che avesse mai visto in vita sua.

Ancora oggi, se vi capita di passare per i boschi, drizzando ben bene le orecchie, sentirete l’ululato di dolore che riecheggia a causa della perdita di Occhi di Sole.

venerdì 23 novembre 2012

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
lo so, dovrei prendere carta e penna per scriverti così come vuole la tradizione, ma Babbo, ormai siamo nel 2012 e anche la Chiesa ha sdoganato Facebook, dato che anche il Santissimo Papa è su face book, quindi sono sicurissimo che anche tu, caro Babbino, sarai sul social network più famoso del mondo.
Ti scrivo come faccio ormai da 29 anni per farti alcune semplice richieste. Non ti chiederò di sfamare gli affamati, abbeverare gli assetati, guarire i malati, consolare gli sconsolati, far dimagrire i grassi, portare via da questo mondaccio marcio tutte le malattie, portare la pace la dove si combatte  ed estirpare l’odio dalla terra seminando tanto amore. Non te lo chiederò caro Babbino Natalino, dato che nemmeno Cristo, Dio e lo Spirito Santo (che poi sarebbero sempre la stessa cosa) sono riusciti in questa impresa della Madonna! Quindi Caro Babbo, stai manzo, non ti chiederò nessun miracolo. Non ti chiederò nemmeno di portare all’inferno la metà sana di Bossi, di far schiantare Silvio mentre tromba la sua nuova fidanzata, di oscurare tutte le reti Mediaset e di far cancellare la serie televisiva “Un posto al Sole”. Ti dirò di più, non ti chiederò nemmeno di far vincere le elezioni al PD ( a quello ci pensiamo noi!).
Caro Super Babbo Cicciottello Natale, quello che vorrei chiederti è una cosa semplice semplice che sicuramente sarai in grado di esaudire. Come ben sai, e se non lo sai te lo dico io, avrei bisogno di un paio di svedesi nuovi, quelli vecchi mi si sono un po’ scassati e entra l’acqua ogni volta che faccio la virata.
Che dici ci siamo? L’anno scorso ti ho chiesto un trattore New Holland da 600 cavalli, quattro ruote motrici, con cabina climatizzata e di colore blu… Come temevo non me lo hai portato, caro Babbo Bastardo Natale! Quest’anno, dato che la crisi imperversa, la mia unica richiesta è stata molto modesta. Costano solo 15 euri!
Ok, Babbino? Guarda che ci conto!

Un abbraccio Davide